Il progetto RES MARIS

RES MARIS “Recupero di habitat minacciati nell’area marina Capo Carbonara, Sardegna” (LIFE13 NAT/IT/000433) è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea con il programma comunitario LIFE+ “Natura e Biodiversità”.

Il progetto ha una durata di quattro anni (da giugno 2014 a maggio 2018), un budget totale di circa 1.500.000 euro (con un contributo UE pari al 74,23% del totale) e vede come beneficiario coordinatore la Provincia di Cagliari e come beneficiari associati il Comune di Villasimius – Area Marina Protetta Capo Carbonara (partner scientifico per gli interventi a mare), l’Università di Cagliari – Centro Conservazione Biodiversità (partner scientifico per gli interventi a terra) e l’Associazione TECLA (management e amministrazione). Il progetto gode inoltre del supporto della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Difesa dell’Ambiente, di Federparchi (Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali) e del Consorzio “Villasimius per il turismo”. I suoi obiettivi sono la conservazione e il recupero degli ecosistemi marini e terrestri che costituiscono la spiaggia sommersa e quella emersa e, in particolare, degli habitat prioritari come le praterie di posidonia, le dune costiere con ginepri e le dune con foreste di pini.

Gli obiettivi specifici del progetto

» Riduzione/eliminazione delle specie aliene invasive presenti negli habitat prioritari (obiettivo 5 della “Strategia europea sulla biodiversità per il 2020”)
» Riduzione/controllo della minaccia rappresentata dagli ancoraggi liberi sull’habitat “Praterie di posidonia (Posidonion oceanicae)”

» Ripresa delle dinamiche naturali della vegetazione autoctona che caratterizza gli habitat prioritari

» Ripristino e recupero delle aree colonizzate dalle specie invasive negli habitat prioritari

» Sensibilizzazione dei fruitori del territorio e di tutti i portatori di interesse alla tutela e alla conservazione degli ecosistemi marini e terrestri

» Condivisione di buone pratiche per la conservazione e l’utilizzo consapevole delle risorse ambientali.

Le azioni

Il progetto è articolato in diverse azioni. Le prime sono quelle preparatorie (A), che hanno lo scopo di aggiornare lo stato delle conoscenze degli habitat prioritari del SIC, identificare le aree di intervento e pianificare le azioni concrete di conservazione (C). Queste ultime costituiscono le azioni più rilevanti e prevedono l’applicazione di protocolli e soluzioni già sperimentati in altri progetti simili, in particolare per le dune nel progetto LIFE07NAT/IT/000519 PROVIDUNE. Consistono nell’eliminazione e/o nel controllo delle specie aliene invasive, nel ripopolamento e rinaturazione degli habitat prioritari e dell’installazione in mare di strutture di ormeggio fisse che hanno la finalità di ridurre l’impatto dell’ancoraggio nelle aree maggiormente sensibili. Le azioni di monitoraggio (D) consistono nella valutazione dell’efficacia degli interventi di conservazione. Le attività di comunicazione (E) sono uno degli aspetti chiave del progetto in quanto la tutela e la conservazione degli habitat richiedono il più ampio coinvolgimento di tutti gli attori interessati. Sono stati previsti, pertanto, diversi strumenti, dai più convenzionali, quali eventi pubblici e materiali divulgativi, fino a quelli multimediali, come i gadget digitali. Tra le altre azioni, la realizzazione di un manuale di buone pratiche sulla gestione integrata della fascia marino-costiera e l’attuazione di azioni di educazione ambientale, animazione territoriale e sensibilizzazione rivolte a tutti i fruitori del territorio.

Azioni a mare

Le azioni a mare prevedono il ripristino dell’integrità delle praterie di posidonia attraverso attività di rimozione delle specie aliene invasive ed in particolare di Caulerpa cylindracea, la specie più diffusa e dannosa.

Caluerpa alga invasivaCaulerpa (Caulerpa cylindracea), alga invasiva

Inoltre, è previsto il ripristino di aree degradate mediante il posizionamento sul fondo di geostuoie sulle quali vengono piantumate talee di Posidonia oceanica. Questa attività viene condotta in settori di prateria impattati ad esempio da ancore e/o attrezzi da pesca, e precedentemente individuati sulla base delle informazioni ottenute nel corso delle azioni preparatorie. In seguito si posizionano corpi morti e gavitelli per l’ormeggio delle imbarcazioni al fine di ridurre l’effetto degli ancoraggi liberi sull’habitat prioritario “Praterie di posidonia (Posidonion oceanicae)”.

intervento sulla prateria di PosidoniaPrateria di posidonia

Azioni a terra

Le azioni a terra hanno lo scopo principale di favorire il recupero e ripristino degli habitat prioritari, eliminando la minaccia delle specie invasive e ripopolando le dune con specie native tipiche di questi habitat. I semi utilizzati per la produzione delle specie utili ai ripristini sono raccolti nelle località del SIC e in seguito moltiplicati presso vivai specializzati. Le aree selezionate nelle azioni preparatorie, dopo la rimozione delle specie invasive, vengono sottoposte ad interventi per evitare l’erosione e la scomparsa delle dune. Si procederà alla semina, alla piantumazione del materiale raccolto e moltiplicato ed alla realizzazione di opere di ingegneria naturalistica a basso impatto, che favoriscono l’accumulo della sabbia e la ricostituzione delle dune.

bioretiPosizionamento di bioreti sulle dune

Acacia
Acacia (Acacia saligna), pianta invasiva

Le azioni di comunicazione

Le azioni di comunicazione prevedono attività di promozione e divulgazione sui temi del progetto attraverso strumenti convenzionali (brochure, volantini) e multimediali (sito web e social network); è prevista la realizzazione di un manuale di buone pratiche per la gestione integrata della fascia marina e costiera, l’attuazione di azioni di educazione ambientale, di animazione territoriale e di sensibilizzazione rivolte ai fruitori del territorio.

I principali risultati attesi

» Aggiornamento dello stato di conservazione degli habitat prioritari 1120* ”Praterie di posidonia (Posidonion oceanicae)“, 2250* “Dune costiere con Juniperus spp.” e 2270* “Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster”

» Realizzazione di checklist delle specie aliene vegetali

» Miglioramento di servizi e fruibilità responsabile delle aree occupate dagli habitat prioritari

» Riduzione della diffusione/presenza di specie vegetali aliene nelle aree di interesse

» Elaborazione di nuovi protocolli di germinazione e moltiplicazione su larga scala di specie vegetali selezionate e successiva produzione di piante dal germoplasma (semi) raccolto per interventi di rinaturazione

» Rinaturazione della prateria di posidonia e degli habitat dunali prioritari

» Coinvolgimento delle scuole del territorio nelle attività educative

» Produzione di 10 video documentari

» Produzione del manuale on line di buone pratiche e linee guida per la corretta fruizione e gestione del sistema spiaggia

» Sensibilizzazione dei turisti e dei cittadini.

Le minacce

Gli habitat prioritari risultano assai vulnerabili e seriamente minacciati dalle attività legate all’uomo come l’urbanizzazione, l’utilizzo dei litorali a scopo turistico e ricreativo, le attività di pulizia delle spiagge con mezzi meccanici, le attività portuali come il traffico nautico professionale e da diporto e gli ancoraggi liberi. Queste attività, oltre a rappresentare una minaccia per il mantenimento dell’integrità degli habitat, possono contribuire alla diffusione di specie vegetali aliene invasive, principalmente: a terra, Acacia, Agave e Carpobrotus; a mare, l’alga verde Caulerpa cylindracea. Queste sono organismi di nuova introduzione provenienti da
regioni biogeografiche diverse da quella mediterranea. Possono essere introdotte attraverso un’azione diretta (intenzionale o accidentale) dell’uomo ed in ogni caso costituiscono una importante minaccia in grado di causare danni agli habitat provocando spesso una riduzione della biodiversità in essi presente. Per esempio l’ancoraggio sulle praterie di posidonia rappresenta uno dei comportamenti dannosi più diffusi; l’azione meccanica delle ancore, infatti, oltre ad eradicare le piante dal fondo, crea condizioni favorevoli alla colonizzazione di specie aliene invasive.

AgaveAgave (Agave fourcroydes), pianta invasiva

fico-degli-ottentottiFico degli Ottentotti (Carpobrotus acinaciformis), pianta invasiva


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Mappa

Il territorio

Tutte le azioni progettuali vengono attuate all’interno del Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) “Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu”, che si trova nella Sardegna sud-orientale e precisamente in Provincia di Cagliari nel territorio comunale di Villasimius.
Il SIC si estende su 9.280,48 ettari (742,48 terrestri e 8.538 marini) e coincide quasi integralmente con il perimetro dell’Area Marina Protetta Capo Carbonara, includendo le tre Zone di Protezione Speciale (ZPS) “Isola di Serpentara”, “Isola dei Cavoli”, “Capo Carbonara e stagno di Notteri – Punta Molentis”.

il-territorio

Scarica la carta degli habitat di importanza comunitaria (PDF)


DOWNLOAD CARTINA

Gli habitat prioritari

Gli habitat prioritari del progetto RES MARIS sono tre: le praterie di posidonia, le dune costiere con ginepri e le dune con foreste di pini.

 

Praterie di posidonia

Habitat 1120* “Praterie di posidonia (Posidonion oceanicae”).
Praterie di Posidonia

Questo habitat è il più importante e rappresentativo dell’ambiente marino costiero Mediterraneo, colonizza i fondali sabbiosi e rocciosi formando vere e proprie praterie sottomarine. La posidonia (Posidonia oceanica) è una pianta endemica dei nostri mari, non è quindi presente al di fuori dei confini del Mar Mediterraneo. Nel SIC l’habitat si estende su una superficie di circa 2000 ettari (23% della superficie totale), da pochi metri fino ad oltre 40 metri di profondità.

 

Dune costiere con ginepri

Habitat 2250* “Dune costiere con Juniperus spp.”
Dune costiere con Ginepri

Rappresenta l’habitat boschivo più sensibile della fascia costiera dunale. È costituito da comunità di ginepri, principalmente ginepro coccolone (Juniperus macrocarpa) e ginepro fenicio (Juniperus phoenicea ssp. turbinata), accompagnati da altre specie arbustive come lentisco (Pistacia lentiscus) e fillirea (Phillyrea angustifolia).
Questo habitat svolge un’importante funzione stabilizzatrice delle dune fisse.

 

Dune con foreste di pini

Habitat 2270* “Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster”.
Foto-2

L’habitat è rappresentato principalmente da comunità di pini come il pino domestico (Pinus pinea) e il pino d’Aleppo (Pinus halepensis) accompagnati da piante arbustive come i ginepri. Prodotto dell’attività di rimboschimento e/o imboschimento, raramente è naturale, anche se ha un notevole valore per la biodiversità perché favorisce lo sviluppo di altre specie nel sottobosco. Nel SIC si trova nella parte più interna delle dune stabili di Campulongu.


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