Caulerpa cylindracea

La Caulerpa cylindracea (Sonder, 1845) è un’alga verde di origine Indo-Pacifica di recente introduzione nel Mediterraneo (Verlaque et al. 2015: 251). L’alga fu segnalata per la prima volta nel bacino del Mediterraneo nel 1990 lungo le coste della Libia e in Italia lungo le coste siciliane nel 1993. Il successo di quest’alga, oggi ampiamente diffusa in tutto il bacino, è dato dalla sua elevata capacità di riprodursi e colonizzare tutti i tipi di habitat (fondali sabbiosi, rocciosi e anche le praterie di Posidonia oceanica), dalla superficie fino a oltre 60 m di profondità.

Caulerpa cylindracea è facilmente riconoscibile: il tallo, cioè il corpo dell’alga, è di colore verde brillante ed è formato da uno stolone strisciante dal quale si dipartono verso il fondo i così detti “rizoidi” e verso la superficie i cd “filloidi”. I rizoidi sono filamenti che, come le radici delle piante più grandi, consentono l’ancoraggio dell’alga al substrato, i filloidi invece si innalzano come fronde nell’acqua e sono caratterizzati dalla presenza di numerosissime vescicole a forma di clava.

Come si comporta? Caulerpa cylindracea è caratterizzata da una dinamica stagionale molto marcata: nel periodo di massima attività vegetativa (estate e autunno) l’alga crea un’intricata rete che spesso ricopre vaste aree di substrato; tra dicembre e aprile la crescita rallenta, i talli sono perlopiù isolati, i filloidi si riducono in dimensioni e numero, ma gli stoloni si mantengono aderenti al substrato, meno evidenti perché spesso ricoperti da un feltro costituito da altre alghe. La crescita riprende rapida all’inizio della stagione calda successiva.

Sono note tre modalità di riproduzione di questa alga:

– taglio naturale (sollevamento di frammenti provocato dall’idrodinamismo) o accidentale di natura antropica (provocato dall’azione di ancore o attrezzi da pesca);

– emissione di propaguli (le vescicole che costituiscono i filloidi si ingrossano a formare espansioni globulari laterali che si distaccano e danno vita a nuove talli indipendenti);

– riproduzione sessuale: alla fine dell’estate, il contenuto di alcune fronde si trasforma in gameti maschili e femminili che si staccano ed unendosi in mare aperto formano uova (zigoti) da cui si svilupperanno nuovi talli.

Il persistente vigore di espansione di quest’alga è in relazione a queste modalità di riproduzione diversificate.

Caulerpa cylindracea è una specie altamente invasiva e competitiva nei confronti di altre specie in virtù di alcune sue caratteristiche quali la capacità di occupare tridimensionalmente lo spazio e produrre metaboliti secondari (caulerpina, caulerpenina, caulerpicina).

Perché è una minaccia? Sebbene siano state descritte forti variazioni di densità, l’alga persiste di anno in anno ed il periodo di crescita massima è da giugno a novembre; essendo capace di alterare la biodiversità e la complessità strutturale degli habitat, rappresenta una reale minaccia per le comunità autoctone comprese le praterie di Posidonia oceanica. L’alga infatti è in grado di occupare velocemente le aree degradate da inquinamento ambientale, ancoraggio e/o pesca a strascico illegale impedendo alla pianta autoctona Posidonia oceanica di riappropriarsi del proprio areale di espansione.

Cosa possiamo fare? L’espansione di Caulerpa cylindracea è un problema che ha raggiunto dimensioni tali da non poter più essere debellata. A livello locale si può intervenire per cercare di controllarne l’ulteriore espansione e ridurre o annullare i fattori che ne favoriscono la dispersione ad esempio, ma non solo, mantenendo in buona salute le praterie di Posidonia oceanica ed evitando gli ancoraggi liberi che favorendo la frammentazione ed il trasporto dell’alga ne favoriscono la dispersione.