Il Progetto

Il progetto RES MARIS – “Recupero di habitat minacciati nell’area marina Capo Carbonara, Sardegna”, cofinanziato dal programma comunitario LIFE+, si si è posto come obiettivo la conservazione e il recupero degli ecosistemi marini e terrestri che costituiscono la spiaggia sommersa e quella emersa, in particolare gli habitat prioritari 2250* “Dune costiere con Juniperus spp.”, 2270* “Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster” e 1120* “Praterie a posidonia (Posidonion oceanicae)” della Direttiva 92/43/CEE ricompresi nel SIC ITB040020 “Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu”.

vista-SIC

RES MARIS, che ha avuto un budget totale di 1.500.000 euro (finanziati per il 75% circa dall’Unione Europea) ha avuto come capofila la Provincia di Cagliari e come partner associati l’associazione TECLA, l’Università di Cagliari (Centro per la Conservazione della biodiversità – Dipartimento di Scienze Botaniche) e il Comune di Villasimius (Area Marina Protetta di Capo Carbonara).

Il progetto, che ha avuto inizio nel 2016 ed è terminato nel 2018, è ora nella fase di mantenimento Post-LIFE.

Gli habitat da tutelare risultano fortemente interconnessi tra loro; le maggiori minacce sono legate all’utilizzo diretto delle spiagge, all’introduzione naturale e/o accidentale di specie vegetali aliene e all’ancoraggio non controllato che determinano l’alterazione nella composizione degli habitat, delle dinamiche deposizionali e della strutturazione della spiaggia sommersa ed emersa.

Gli studi effettuati, inclusi quelli svolti nell’ambito del precedente progetto LIFE PROVIDUNE, hanno evidenziato come nell’ultimo decennio si sia avuto un importante aumento delle specie invasive negli habitat prioritari; in quelli terrestri le aliene vegetali occupano circa il 9% (1,45 ha) della superficie, mentre a mare non si conosce la percentuale di distribuzione ma si può stimare che siano ampiamente presenti nell’habitat 1120*.

Tale impatto appare come una delle minacce più considerevoli, influendo per circa il 23% dei casi rilevati (Report PROVIDUNE, 2012); ciò ha imposto quindi una azione integrata mare-terra per il raggiungimento dei seguenti obiettivi specifici:

  • Ridurre e/o eliminare la minaccia per gli habitat prioritari costituita dalle specie aliene invasive (obiettivo 5 della strategia europea sulla biodiversità per il 2020)
  • Applicare le migliori pratiche atte a proteggere a lungo termine i tre habitat prioritari individuati nel SIC
  • Ridurre e/o eliminare la minaccia sull’habitat 1120* (praterie di Posidonia) determinata da ancoraggio
  • Favorire la ripresa e le dinamiche naturali della vegetazione autoctona tanto nella spiaggia sommersa, come in quella emersa ed in particolare lungo i cordoni dunali
  • Ripristinare e recuperare le aree sensibili agli impatti delle specie invasive negli habitat prioritari
  • Sensibilizzare i fruitori del territorio e tutti i portatori di interesse relativamente alla tutela e conservazione degli ecosistemi marini e terrestri
  • Condividere buone pratiche con gli enti gestori del territorio per la conservazione e l’utilizzo ponderato delle risorse ambientali ed in particolare di quelle relative agli ecosistemi marino e costiero costituenti la spiaggia sommersa ed emersa.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, sono state realizzate diverse azioni:

  • preparatorie (la valutazione dello stato di conservazione dell’habitat, della distribuzione delle specie aliene e individuazione delle aree di intervento)
  • di conservazione (installazione di strutture di ormeggio a mare, raccolta, moltiplicazione e reintroduzione del germoplasma, controllo/eradicazione delle specie alloctone invasive, ripristino e rinaturazione della vegetazione dunale)
  • monitoraggio costante dell’andamento del progetto
  • comunicazione e disseminazione dei risultati attraverso sito web, social networking, attività nelle scuole, animazione territoriale, video documentari ecc.

Tutte le azioni realizzate hanno avuto successo. Le azioni preparatorie hanno prodotto una vasta mole di informazioni sullo stato degli habitat, sul livello delle minacce e sulla presenza e distribuzione delle specie autoctone e aliene, sia a terra che a mare. Le azioni di conservazione hanno contribuito a ripristinare e rinaturare gli ambienti naturali, riducendo al contempo la minaccia costituita dalla pressione antropica. Le azioni di comunicazione hanno sensibilizzato i portatori di interesse e, attraverso il coinvolgimento di privati cittadini e strutture turistiche, hanno giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi di progetto.

Per citare alcuni numeri, possiamo ricordare:

  • i 31 gavitelli di ormeggio installati per ridurre la pressione causata dall’ancoraggio sulle praterie di Posidonia;
  • 1.000 nuclei di ricolonizzazione di Posidonia oceanica per un totale di circa 1.000 metri quadrati
  • l’eradicazione di specie aliene invasive su una superficie di 19.000 mq negli habitat prioritari e di 40.000 mq nelle aree adiacenti
  • 31.000 piante autoctone prodotte nei vivai
  • 600 studenti coivonlti nelle attività educative per le scuole, svolte sia in aula che sul campo
  • 12.000 turisti contattati
  • 10 documentari, un gioco di ruolo, una web app con annesso concorso a premi, e molto altro.

Se vuoi sapere cosa RES MARIS è stato, cosa è e cosa sarà in futuro, ti suggeriamo di leggere Layman’s Report oppure il Final Report.