Prateria a Posidonia oceanica (habitat 1120*)

Prateria a Posidonia oceanica (habitat 1120*)

Nel SIC marino, la prateria a Posidonia oceanica colonizza gran parte dei fondali estendendosi da pochi metri fino a oltre 40 metri di profondità su una superficie di circa 2000 ettari (23% della superficie totale). In linea generale si presenta in buono stato di salute, costituita da una struttura compatta e continua, ma esistono delle aree che sono maggiormente frequentate dall’uomo e che mostrano alcuni segni di degrado e di discontinuità della prateria stessa.

La pianta che caratterizza e struttura la prateria è Posidonia oceanica, pianta endemica nel Mar Mediterraneo e dotata di radici, fusto (detto rizoma) e foglie, in grado di produrre fiori e frutti. I rizomi possono crescere sia in senso orizzontale che verticale e insieme alle radici e al sedimento costituiscono una tipica formazione chiamata matte. Le foglie sono a forma di nastro, di colore verde intenso e possono raggiungere anche un metro e mezzo di lunghezza; sono organizzate in fasci, ognuno dei quali contiene sei o sette foglie. Dai fiori si sviluppano i frutti (simili a olive di mare) che, a maturazione, si staccano e vengono trasportati dalle correnti in nuove aree. Quando il frutto marcisce, vengono liberati i semi che, in presenza di condizioni ottimali, danno origine a nuove piantine.

In primo piano un fitto sciame di castagnole (Chromis chromis) che nuota sulla prateria.

In primo piano un fitto sciame di castagnole (Chromis chromis) che nuota sulla prateria.

Per la vita in mare la prateria riveste un ruolo molto importate perché produce una grande quantità di ossigeno ed è, direttamente e indirettamente, fonte di cibo per numerosi organismi; è rifugio per numerosissimi organismi animali e vegetali, tanto da rappresentare anche una vera e propria area di nascita e di crescita per i giovani di moltissime specie d’interesse commerciale (pesca) e ai fini della conservazione (da proteggere!).

La prateria consolida il substrato e svolge un ruolo fondamentale per la protezione delle coste;  da una parte, infatti, smorza l’intensità del moto ondoso e, dall’altra, le foglie morte di posidonia trascinate dalle correnti raggiungono le spiagge e costituiscono particolari formazioni dette banquettes in grado di trattenere la sabbia.

Posidonia oceanica è estremamente sensibile a tutte le variazioni ambientali e per questo motivo è un eccellente indicatore sullo stato di salute del nostro mare. Le principali cause di regressione delle praterie sono imputabili a diversi fattori, tra i quali:

  • inquinamento ambientale
  • costruzione di porti, moli e dighe
  • ancoraggio
  • attività umane quali la pesca a strascico

Inoltre, il problema della regressione e/o degrado della prateria diventa significativamente importante  laddove gli spazi degradati vengano occupati da alcune specie, chiamate aliene come l’alga Caurlerpa cylindracea, che impediscono alla prateria di riappropriarsi del proprio areale di espansione.

Nel SIC la frequentazione antropica durante la stagione estiva è particolarmente accentuata ed espone la prateria a minacce sulla sua integrità mediante comportamenti, a volte non consapevoli, che determinano un suo potenziale degrado e frammentazione. Per esempio l’ancoraggio su posidonia rappresenta uno dei comportamenti più diffusi; l’azione meccanica dell’ancora oltre a strappare parti delle piante crea una condizione favorevole alla colonizzazione di altre specie, tra cui anche le aliene.